
Cuffie per la TV, amplificatori da farmacia, telefoni con volume extra, sveglie potentissime: le pubblicità propongono di tutto a chi inizia a sentire meno. Spesso è un familiare a comprarli, per aiutare un genitore che “non vuole sentir parlare” di apparecchi. Ma sono davvero utili? Dipende. Vediamo quando sì, quando no e perché.
Quali sono gli accessori acustici più comuni
- amplificatori acustici venduti in farmacia o online, spesso chiamati impropriamente “apparecchi”;
- cuffie per la televisione, con o senza filo;
- telefoni amplificati e vivavoce;
- sveglie e campanelli molto potenti o con luce e vibrazione.
Sentire più forte non vuol dire sentire meglio
Questa è la cosa più importante. Il calo dell’udito quasi mai è uguale su tutti i suoni: di solito colpisce di più i suoni acuti, quelli delle consonanti che fanno distinguere “pane” da “cane”. I gravi magari si sentono ancora bene.

Qui sopra vedi un esame dell’udito tipico di chi ha una presbiacusia, il calo legato all’età: i pallini rossi indicano a che volume la persona inizia a sentire ogni suono. A destra, sugli acuti, la linea scende: servono volumi molto più alti.

Un amplificatore o una cuffia TV alzano tutti i suoni allo stesso modo (la linea gialla): la linea si sposta in alto, ma resta inclinata. Risultato: i gravi diventano fastidiosi, gli acuti restano poco chiari. Si sente più forte, ma non più chiaro. E se si alza ancora il volume per capire le parole, i rumori diventano insopportabili: un piatto che sbatte sembra un’esplosione.
I rischi da conoscere
- Si rimanda il problema. L’accessorio dà l’impressione di aver risolto, e intanto il cervello si disabitua a capire le parole.
- Si può peggiorare l’udito. Volumi alti per molte ore possono affaticare ancora di più un orecchio già in difficoltà.
- Si spende due volte. Spesso l’amplificatore finisce nel cassetto e si arriva comunque dallo specialista, più tardi.
Ricorda che un amplificatore non è un apparecchio acustico: l’apparecchio è un dispositivo medico che si regola sul tuo udito. Qui spiego la differenza.
Quando gli accessori possono essere utili
- perdita molto lieve ed equilibrata, confermata da un test dell’udito;
- situazioni specifiche, per esempio una sveglia con vibrazione per chi la notte toglie gli apparecchi;
- come aiuto in più, insieme agli apparecchi, in casi particolari e su consiglio dello specialista.
In tutti i casi, prima viene il test dell’udito, poi l’acquisto. Non il contrario.
Porti già gli apparecchi ma ti serve la cuffia per la TV?
È un segnale da non sottovalutare. Un apparecchio ben regolato dovrebbe farti sentire la televisione da dove si trova, come sentono gli altri in casa. Se hai bisogno di cuffie, amplificatori o del Bluetooth per seguire i programmi, molto probabilmente la regolazione va rivista. Torna da chi ti ha applicato gli apparecchi e chiedi un controllo: è un tuo diritto.
Cosa fare prima di comprare
Prima di spendere, fai un test dell’udito completo, che misuri non solo i “bip” ma anche quante parole capisci. Puoi iniziare dal nostro test di autovalutazione, poi parlarne con uno specialista. Se stai valutando un apparecchio, leggi anche come scegliere un apparecchio acustico.
Allo Studio Udire, a Mantova dal 1982, la prima consulenza è gratuita. Chiamaci allo 0376 321304 o compila il modulo per essere ricontattato.
Dr. Ronni Bottazzi, audiospecialista, Studio Udire Mantova



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