Quali sono i test utili per lo stress ossidativo?

Lo stress ossidativo nasce da uno squilibrio tra i radicali liberi, che il corpo produce di continuo, e gli antiossidanti che li tengono sotto controllo. Se vuoi capire meglio di cosa si tratta, parti da cos’è lo stress ossidativo. Qui vediamo invece come si misura: quali esami esistono, cosa dicono i valori e quando ha senso farli.

Perché ne parliamo in uno studio dell’udito

Le cellule dell’orecchio interno sono molto delicate e sensibili ai danni dei radicali liberi. La ricerca indica lo stress ossidativo come uno dei fattori coinvolti in diverse forme di calo uditivo. Ne abbiamo parlato nella revisione della letteratura pubblicata su ResearchGate (DOI 10.13140/RG.2.2.20145.60008). Per questo, in alcuni pazienti, conoscere il proprio livello di stress ossidativo può aiutare a capire meglio il quadro generale.

I test principali

Si fanno con un piccolo prelievo di sangue, spesso anche da una goccia presa dal dito. Misurano le due facce della medaglia: quanti radicali ci sono e quanto sono forti le difese.

d-ROMs test. Misura nel sangue i “metaboliti reattivi dell’ossigeno”, cioè le tracce lasciate dai radicali liberi. Il risultato si esprime in unità chiamate U.CARR:

  • 250-300 U.CARR: valori nella norma;
  • 301-320 U.CARR: zona di confine;
  • oltre 320 U.CARR: stress ossidativo, tanto più alto quanto più sale il numero.

BAP test (potenziale biologico antiossidante). Misura l’efficienza della barriera antiossidante del sangue, cioè l’insieme di proteine, vitamine e altre sostanze che neutralizzano i radicali liberi.

PAT test. È un test simile, che misura il potenziale antiossidante complessivo del sangue con un metodo fotometrico.

Mettendo insieme i due lati, radicali da una parte e difese dall’altra, il medico può capire se c’è uno squilibrio e da dove nasce: troppi radicali, poche difese, o entrambe le cose.

Persona in bicicletta: stile di vita attivo contro lo stress ossidativo

Quando può essere utile farli

  • se sei esposto spesso a fattori che aumentano i radicali liberi: fumo, inquinanti, rumore o sostanze chimiche al lavoro;
  • se hai malattie croniche come diabete, malattie cardiovascolari o reumatiche;
  • durante o dopo terapie impegnative, se il medico lo ritiene utile;
  • per avere un punto di partenza e verificare nel tempo se cambiare abitudini sta funzionando.

I risultati vanno sempre letti da un medico, insieme alla tua storia clinica: da soli non bastano per una diagnosi.

Se i valori sono alti

La prima cura è lo stile di vita: alimentazione ricca di frutta e verdura, niente fumo, poco alcol, movimento regolare, sonno sufficiente. In alcuni casi il medico può consigliare integratori mirati, nelle dosi giuste: prendere antiossidanti a caso non è una buona idea. Ripetere il test dopo qualche mese permette di vedere se le cose migliorano.

E l’udito?

Gli esami dello stress ossidativo non sostituiscono un test dell’udito. Se senti meno di prima, hai fischi nelle orecchie o un calo improvviso, la priorità è una valutazione audiologica completa. In caso di calo improvviso, soprattutto in un solo orecchio, rivolgiti al medico entro 24-48 ore: ogni giorno conta.

Allo Studio Udire, a Mantova dal 1982, valutiamo l’udito in modo completo e, quando il quadro lo permette, cerchiamo prima strade per migliorarlo senza apparecchio. Chiamaci allo 0376 321304 o fissa un appuntamento. Per saperne di più leggi la nostra ricerca sul recupero uditivo.

Dr. Ronni Bottazzi, audiospecialista, Studio Udire Mantova