Sto iniziando a sentire meno? 10 segnali da notare

Il calo dell’udito quasi mai arriva all’improvviso. Di solito si insinua piano, per anni, e chi lo vive è spesso l’ultimo ad accorgersene. In questo articolo ti racconto i 10 segnali che vedo più spesso nei pazienti che arrivano da noi, così puoi capire se è il momento di fare un controllo.

Perché è difficile accorgersene da soli

Il cervello è bravissimo ad adattarsi. Quando l’orecchio comincia a perdere qualche suono, il cervello “riempie i buchi” con l’intuito, il contesto e la lettura delle labbra. Funziona, ma costa fatica. E intanto il problema resta nascosto.

Non sei il solo. Secondo il Censis (2019), in Italia circa 7 milioni di persone hanno problemi di udito, il 12,1% della popolazione. E circa 7 su 10 di chi avrebbe bisogno di un apparecchio acustico non lo usa.

I 10 segnali da non ignorare

Leggili con calma. Se ti riconosci in due o tre, vale la pena fare un controllo.

1. Chiedi spesso di ripetere

“Come hai detto?”, “Scusa, puoi ripetere?”. Se queste frasi sono diventate un’abitudine, è il primo campanello. Molti pensano che siano gli altri a parlare male. A volte è vero, ma se succede con tutti, conviene verificare.

2. Senti ma non capisci le parole

Il suono c’è, ma le parole arrivano confuse, come “impastate”. È uno dei segnali più tipici. Spesso si perdono prima i suoni acuti, come la “s”, la “f” e la “t”, che sono quelli che rendono chiare le parole. Ne parlo in dettaglio in Sento ma non capisco.

3. Al ristorante o in famiglia fai fatica

A tu per tu va bene. Ma quando ci sono più persone che parlano, rumore di piatti o musica di sottofondo, perdi il filo. Le tavolate della domenica diventano stancanti invece che piacevoli.

4. Alzi il volume della TV

Il segnale classico: i familiari ti dicono che la televisione è troppo alta, mentre per te è giusta. Oppure attivi i sottotitoli anche per i programmi in italiano.

5. Al telefono capisci meno

Al telefono non puoi guardare il viso e le labbra di chi parla. Se lì fai più fatica che di persona, è probabile che tu stia già compensando con la vista senza rendertene conto.

6. Ti sembra che tutti borbottino

“Ormai la gente non scandisce più.” È una frase che sento spesso nel mio studio. Se ti sembra che tutti parlino sottovoce o a bocca chiusa, il problema potrebbe non essere loro.

7. Non senti più alcuni suoni di casa

Il cinguettio degli uccelli, il “bip” del microonde, il campanello, la freccia della macchina. Sono suoni acuti, e spesso sono i primi a sparire. Molte persone se ne accorgono solo quando, con l’apparecchio, li risentono dopo anni.

8. Hai un fischio o un ronzio nelle orecchie

Il fischio, che chiamiamo acufene, non è sempre legato a un calo dell’udito. Però spesso le due cose vanno insieme. Se lo senti da settimane, è un buon motivo per un controllo.

9. A fine giornata sei stanco

Ascoltare con un udito che cala è un lavoro. Il cervello si sforza di continuo per capire. Il risultato è una stanchezza che arriva la sera, dopo una riunione, una cena o una visita dai parenti, anche se non hai fatto nulla di faticoso.

10. Eviti le situazioni sociali

È il segnale più delicato. Si comincia a dire di no alle cene, a stare zitti nei gruppi, a fingere di aver capito per non disturbare. Piano piano ci si isola. Spesso sono i familiari a notarlo prima di noi.

Cosa fare se ti riconosci in alcuni segnali

Prima di tutto: niente panico. Questi segnali dicono che vale la pena controllare, non che hai sicuramente un problema. Solo un esame vero può dirlo. Ecco i passi che consiglio:

  • Fai un primo test online. Il nostro test dell’udito online richiede pochi minuti. Non è una diagnosi, ma può darti un’indicazione.
  • Prenota un controllo in studio. Con un esame audiometrico misuriamo come senti i diversi suoni e quanto capisci le parole. È semplice e non fa male. Trovi come funziona nell’articolo sull’esame audiometrico.
  • Porta con te un familiare. Chi vive con te nota cose che a te sfuggono. Il suo punto di vista mi aiuta molto.
  • Non aspettare anni. Prima si interviene, più è facile per il cervello riabituarsi ai suoni.

Un consiglio per i familiari

Se stai leggendo per un genitore o un nonno, sappi che è normale incontrare resistenza. Ammettere di sentire meno non è facile. Qualche suggerimento che funziona:

  • Parlane con calma, in un momento tranquillo, non durante una discussione.
  • Racconta un episodio concreto, senza giudicare.
  • Proponi il controllo come una cosa normale, come si fa per la vista.
  • Offriti di accompagnarlo all’appuntamento.

Domande frequenti

A che età conviene fare il primo controllo dell’udito?

Non c’è un’età fissa. Io consiglio un controllo appena compare uno dei segnali descritti sopra, a qualsiasi età. Dopo i 60 anni è utile farlo comunque di tanto in tanto, anche se ti sembra di sentire bene.

Se sento meno solo da un orecchio, devo preoccuparmi?

Va controllato, e se il calo è arrivato all’improvviso bisogna farlo subito, rivolgendosi al proprio medico o a un otorinolaringoiatra. Un calo brusco da un solo lato non va mai lasciato passare “per vedere se migliora”.

Se ho questi segnali, dovrò per forza mettere l’apparecchio acustico?

No, non per forza. Dipende da cosa emerge dal controllo. A volte la causa è semplice, come un tappo di cerume. Altre volte serve un apparecchio, altre ancora basta tenere la situazione sotto controllo nel tempo. Lo valutiamo insieme, con calma.

Ne parliamo insieme a Mantova

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Dr. Ronni Bottazzi, audiospecialista, Studio Udire Mantova

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