Esame audiometrico: cos’è e cosa misura

L’ esame audiometrico è il test principale che l’ otorinolaringoiatra usa per diagnosticare eventuali problemi uditivi. Tale esame può essere svolto da un medico, un audiometrista, o un audioprotesista. Grazie a questo test si possono individuare anomalie o la normoudenza (udito nella norma). In alcuni casi è con questo esame che il medico specialista definisce la terapia migliore per il paziente. Si esegue in ospedale e in centri specializzati. Lo strumento utilizzato è l’audiometro che rileva la minima soglia di udibilità del paziente. È bene comprendere che è possibile trovare sul web l’ esame audiometrico online gratis, ma serve soltanto a scopo divulgativo e senza nessuna validità scientifica.

L’ambiente in cui viene eseguito deve essere privo di rumori. Per un’analisi precisa è meglio utilizzare la cabina audiometrica (detta anche cabina silente per la sua grande insonorizzazione dall’ambiente esterno). Il test audiometrico è utilissimo perché a volte è difficile che il paziente noti i problemi uditivi. Se si sospetta di soffrire, ad esempio, di ipoacusia, i primi ad accorgersene sono tendenzialmente le persone che circondano il paziente. Per altri problemi d’udito come otiti o acufeni invece, entrano in gioco sintomi facilmente riconoscibili da parte del diretto interessato.

L’esame audiometrico può anche essere richiesto in alcuni casi per il rinnovo della patente. Nei casi necessari può essere utile l’applicazione dell’ apparecchio acustico per ripristinare il corretto codice di ascolto. La nostra opinione in merito è che (salvo le prescrizioni di legge) conviene sempre attendere a mettere l’apparecchio acustico. Ciò non vuol dire trascurare il problema ma sottoporsi periodicamente a controllo dell’udito.

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Esame audiometrico tonale

L’audiometria in realtà può essere di tre tipologie: l’ audiometria tonale, l’ audiometria vocale (esame audiometrico vocale) e l’ audiometria ad alte frequenze. L’audiometria vocale si utilizza per studiare la comprensione della voce parlata, mentre l’audiometria ad alte frequenze si usa per diagnosi precoci in caso di esposizione all’uso di farmaci ototossici. Quella di cui ci occupiamo in quest’articolo è la prima: l’audiometria tonale. Utilizzando l’ audiometro, si valuta la capacità uditiva di una persona.

Il paziente indossa delle cuffie insonorizzate all’interno della cabina silente. Quando percepisce un suono, lo segnala all’operatore. In questo caso specifico il paziente ascolta dei toni puri: suoni particolari che è possibile ascoltare solo durante questo esame. Il test può essere eseguito:

  • per via aerea (consentendo l’ascolto dei suoni attraverso il padiglione auricolare);
  • per via ossea (attraverso suoni vibrati) comunicando direttamente alla coclea e al nervo acustico tramite un apposito archetto posto dietro il padiglione auricolare;

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Come si esegue

Essendo un test che richiede la collaborazione del paziente siamo soliti ad utilizzare intensità sonore crescenti e decrescenti per determinare l’ audiogramma tonale. Il test dell’udito prende in esame la minima percezione sonora del paziente per le frequenze che vanno dai 125 Hz agli 8000 Hz. Qui si trovano i suoni che ci circondano e la voce parlata delle persone. In sostanza invitiamo il paziente a dirci quando percepisce un suono nell’orecchio. L’intensità del suono viene poi abbassata fino ad arrivare alla sensazione minima di presenza del suono. Per questo l’operatore (a nostro avviso) deve chiedere almeno due conferme al paziente, diversamente il test potrebbe risultare poco attendibile. Il test dura circa 5 minuti ed è fondamentale l’uso di questa strategia. Si continua a calare di intensità per poi risalire quando il paziente smette di percepire il suono. Quando conferma la stessa minima intensità almeno due volte si considera attendibile e si segna il valore nell’apposito grafico.

Prima di eseguire l’audiometria deve sempre essere eseguita l’otoscopia (visione del condotto uditivo esterno). Per trasparenza verso il paziente siamo soliti a usare la videotoscopia invece che l’otoscopia consentendo al paziente di vedere il proprio orecchio dentro un monitor col massimo del comfort (si vedano le foto sopra e sotto l’attuale paragrafo).

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L’esame e i suoi risultati

I valori indicati dall’operatore compongono un grafico che poi viene spiegato al paziente distinguendo la situazione per ogni singolo orecchio. In verticale troviamo i valori di intensità (in dB) e in orizzontale la frequenza dei toni (Hz). L’intensità è sostanzialmente la potenza del suono, volgarmente detto il volume, e si misura in decibel. Il tipo di tono viene espresso dalla frequenza delle onde sonore in Hertz.  Come sempre, è bene affidarsi a professionisti seri e capaci quando si parla della propria salute.

Dott. Bottazzi Ronni

 

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