Come funziona davvero l’udito Parte 2

Nella prima parte dell’articolo abbiamo affrontato il concetto di elaborazione semantica e dissociazione verbo tonale. Oggi vedremo insieme come si formano i concetti associati alle parole.

Le parole sono rappresentate nel cervello come una serie di impulsi elettrici che si attivano in sequenza in diverse regioni cerebrali. Questo processo è noto come “codifica distribuita”. Quando il cervello riceve una parola, come “cane”, i neuroni nella corteccia uditiva primaria si attivano e inviano segnali alle aree associative, creando una rappresentazione della parola nella memoria a breve termine.

Queste rappresentazioni vengono poi elaborate dalle aree associative, che collegano la parola con il suo significato. Ad esempio, il cervello associa la parola “cane” con una serie di concetti legati all’animale, come i suoi tratti fisici, il suo comportamento, le sue abitudini, ecc.

La memorizzazione delle parole e dei loro significati avviene attraverso un processo di consolidamento della memoria, in cui le rappresentazioni delle parole vengono potenziate attraverso la ripetizione e l’elaborazione semantica.

In sintesi, la comprensione delle parole si basa su un complesso processo di elaborazione semantica che coinvolge diverse regioni cerebrali e si basa sulla codifica distribuita delle informazioni.

Quando è presente un certo grado di ipoacusia, questi meccanismi sono “disturbati”, perchè partono dall’elaborazione di un segnale distorto, incompleto, che causa quindi incertezza di comprensione. “Cane” può diventare “pane” e così via, stravolgendo quello che è il vero messaggio verbale dell’interlocutore. Per questo motivo vediamo in molti soggetti ipoacusici una velocità di risposta agli stimoli uditivi più lenta: semplicemente stanno pensando e unendo quante più informazioni non verbali possibili al fine di comprendere ciò che è stato detto.

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