Apparecchi acustici in metallo

Titanio, carbonio, finiture “premium”: alcune aziende propongono apparecchi acustici con il guscio in metallo, presentati come più resistenti e più moderni. Sembra una scelta di qualità. Nella mia esperienza, però, per la maggior parte delle persone è una scelta che crea più problemi di quanti ne risolva. Vediamo perché.

Non è una novità

In tanti anni di lavoro ho visto molte “grandi novità” tornare ciclicamente. Già negli anni ’90 esistevano apparecchi con parti in metallo, a volte con circuiti trattati con l’oro per migliorarne la durata. Sono stati abbandonati per i costi alti e per risultati non all’altezza della spesa. Oggi il metallo torna soprattutto come argomento di vendita: dà l’idea di un prodotto solido e di lusso.

Un apparecchio interno deve potersi ritoccare

Gli apparecchi che stanno dentro l’orecchio si costruiscono partendo dall’impronta del condotto, come una protesi dentale. L’orecchio però non è un oggetto rigido: la pelle è elastica, il condotto si muove quando parli e mastichi, l’aria deve passare, il suono deve arrivare al timpano nel modo giusto.

Per questo, anche con un’ottima impronta, nelle prime settimane servono spesso piccoli ritocchi: un punto che preme, un fischio, una sensazione di orecchio chiuso. Un buon audiospecialista li risolve in studio, spesso sul momento, limando e lucidando il guscio. È possibile perché il guscio è fatto di resina, un materiale che si può lavorare.

Controllo dell'orecchio con videotoscopia prima di costruire un apparecchio su misura

Il metallo non si può modificare

Un guscio in metallo, invece, non si può ritoccare in studio. A ogni piccolo problema l’apparecchio va spedito alla casa produttrice, con settimane di attesa senza apparecchio. Se il ritocco non rientra in garanzia, si paga. E siccome l’orecchio cambia nel tempo, i ritocchi negli anni sono normali.

In sostanza, chi propone il metallo o non è attrezzato per lavorare direttamente sugli apparecchi che vende, oppure preferisce chiudere la vendita subito e rimandare i problemi a dopo. In entrambi i casi, a pagare è il paziente.

Pro e contro in breve

  • Pro: aspetto elegante, buona resistenza agli urti.
  • Contro: non si ritocca in studio, tempi lunghi per ogni modifica, costi extra fuori garanzia, prezzo di partenza più alto.

La resistenza, poi, non è un vero problema: un apparecchio in resina ben fatto e ben curato dura anni. Quello che conta davvero è che sia comodo, che non fischi e che ti faccia capire bene le parole.

Cosa conta davvero nella scelta

  • un test dell’udito completo, non solo il “bip”;
  • un apparecchio su misura, costruito dalle tue impronte;
  • uno studio che possa ritoccarlo e regolarlo direttamente, senza spedirlo ogni volta;
  • controlli frequenti nei primi mesi e assistenza nel tempo;
  • un periodo di prova lungo, non il classico mese.

Per approfondire leggi come scegliere un apparecchio acustico e tipologie e modelli.

Come lavoriamo allo Studio Udire

Nel nostro studio di Mantova circa metà dello spazio è dedicata al laboratorio, con le attrezzature per modificare e mettere a punto gli apparecchi. Così, se un apparecchio su misura dà fastidio, lo sistemiamo direttamente, senza spedizioni e senza attese. Quando l’apparecchio serve davvero, offriamo 90 giorni di “Soddisfatti o rimborsati”.

Ti hanno proposto un apparecchio in metallo e vuoi un secondo parere? Chiamaci allo 0376 321304 o prenota una consulenza gratuita. Puoi leggere anche come scegliere un buon centro per apparecchi acustici a Mantova.

Dr. Ronni Bottazzi, audiospecialista, Studio Udire Mantova