Apparecchi acustici e pubblicità sensazionali: c’è il trucco?

Abbiamo visto insieme come scegliere il proprio centro acustico di fiducia, abbiamo parlato della prova gratuita dell’apparecchio acustico e del servizio a domicilio, oggi ci interessiamo della pubblicità.
Per molte aziende audioprotesiche investire in pubblicità è l’unico modo di acquisire nuovi contatti e per questo tendono ad una diffusione capillare del loro messaggio. Vengono utilizzati generalmente giornali, volantini e talvolta anche dei call center che chiamano per sapere se qualcuno in casa ha problemi di udito. Tutti metodi molto commerciali e poco adatti al settore della salute e del servizio ai bisognosi. Si arriva spesso ad avere anche nello stesso giorno e nello stesso quotidiano pubblicità di più centri che creano persino confusione a chi legge. Poniamoci una domanda:

Chi paga la pubblicità?

La verità che non ci dicono

Ogni bene che noi compriamo ha dei parametri che ne determinano il costo. L’automobile può avere la velocità, i consumi, l’inquinamento, l’estetica, il comfort ecc. I parametri che determinano veramente il costo di un apparecchio acustico sono:

  1. tecnologia;
  2. performance;
  3. invisibilità;
  4. ricerca;
  5. durata della garanzia;
  6. servizi di assistenza;
  7. pubblicità.

E’ evidente che un’azienda può continuare la sua attività solo se guadagna più di quanto spende ed è noto come ci siano aziende che esistono e si mantengono solo grazie a campagne pubblicitarie costose e continue.

Con l’acquisto di un apparecchio acustico il paziente acquisisce sia l’oggetto che il servizio ad esso collegati : la manutenzione, i controlli, le regolazioni per le varie situazioni ed esigenze di vita ecc. Nonostante questo ci sono costi che NON vengono menzionati tra cui troviamo: batterie e materiale necessari per il funzionamento dell’apparecchio, accessori a seconda delle esigenze del paziente (spesso riguardanti periferiche per connessione con la tv o simili) e possibili riparazioni da effettuare negli anni. Come possiamo notare, le voci per stabilire i costi vivi degli apparecchi acustici sono molte e molto variabili, quando prendiamo in esame l’acquisto di un apparecchio acustico quindi poniamo attenzione a :

  • la tipologia e le performance dell’apparecchio;
  • la professionalità dell’audiospecialista che ho davanti;
  • la campagna pubblicitaria utilizzata per entrare in contatto con noi;
  • la fornitura di materiale di consumo come pile e spray per la pulizia dell’apparecchio;
  • la durata della garanzia e che questa sia comprensiva di tutto l’apparecchio e non solo una parte;

Pubblicità poco trasparenti negli apparecchi acustici

Con l’esperienza maturata in anni di attività posso dire serenamente che nulla ha mai reso come il passaparola: la miglior pubblicità di sempre e a costo zero. Il paziente soddisfatto parla di un problema che aveva e che ha risolto: questo è l’unico modo per entrare in contatto con un altro paziente senza dover spendere un euro.

Nonostante questo ora parleremo del carattere poco trasparente di alcune pubblicità:

  • apparecchi acustici invisibili che in realtà sono poco visibili in certe condizioni;
  • circuiti e componenti innovativi in grado di risolvere qualsiasi problema uditivo;
  • chip mostrati come nuove protesi pronte all’uso senza specificare che sono singoli componenti;

Sulla validità della tecnologia che ogni giorno innova e supera difficoltà del passato nessuno ha dubbi. Affermare che una tecnologia apparentemente rivoluzionaria va bene per qualsiasi paziente senza aver visto un esame, senza aver eseguito un’indagine storica preventiva sulla situazione, senza aver chiesto le esigenze del paziente lascia invece perplessi.

Nessun medico pubblicizza sui giornali la cura per una malattia senza aver visitato il paziente. Anche il medico ha diritto di farsi conoscere e avere sempre nuovi pazienti ma lo fa in modo molto più etico vivendo di passaparola, di soddisfazione dei pazienti che lo conoscono e non di semplice pubblicità commerciale. Anche perché nessuno acquista l’apparecchio acustico senza motivo. Questo tipo di pubblicità martellante e assordante spinge il paziente a pensare che lo scopo sia avere l’apparecchio acustico quando invece:

l’apparecchio acustico è solo il mezzo attraverso il quale raggiungiamo lo scopo.

Questo scopo possiamo definirlo in tanti modi:

  • comunicazione;
  • benessere;
  • salute;
  • socializzazione;
  • performance;
  • miglioramento;
  • soluzione a un problema;

Ogni paziente ha il suo “perché” che è e deve restare personale. Solo quando c’è un forte “perché” allora l’essere umano agisce per superare una difficoltà o raggiungere un beneficio. Non è di certo per l’offerta del 50% di sconto o per la nuova tecnologia che una persona si attiva.

Prima vengono le persone poi la tecnologia

Lo scopo attuale di tutte queste pubblicità è quello di vendere dimenticando la cosa più importante: ogni paziente ha esigenze personali, con problemi diversi e distinti e sensibilità da considerare. Tutto questo svanisce nella proposta di una tecnologia utile per tutti (in teoria):

  • senza conoscere il paziente;
  • senza conoscere le sue esigenze;
  • senza conoscere il suo problema.

La tecnologia è un’ottimo strumento per risolvere i problemi ma quello che manca, è l’attenzione al paziente. Quando parliamo di salute, il professionista è accanto all’assistito nella sua battaglia verso la soluzione al problema. Non è importante la scelta del paziente ma creare la situazione migliore perché possa scegliere liberamente consapevole delle conseguenze. L’audiospecialista suggerisce e consiglia sempre senza forzare. A volte io stesso sconsiglio l’uso dell’apparecchio acustico perché non è ciò che cerca il paziente. Un professionista serio deve sempre preoccuparsi della qualità del suo servizio e non di vendere qualcosa.

 

Arriviamo quindi a dire che forse è il paziente a dover dare valore a chi in modo etico e professionale non vive di slogan, al professionista capace che magari si fa notare meno nonostante la sua presenza sul territorio da decenni e che ha sempre seguito i pazienti con lo scopo di aiutare e non di vendere. Insomma, è possibile che la soluzione stia nel paziente che vuole conoscere, informarsi e divulgare piuttosto che solamente acquistare.

Dr. Ronni Bottazzi

 

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